Alexander McQueen: l'asso nella manica del Gruppo Kering


All’interno di Kering, il Gruppo Multinazionale francese guidato da Francois-Henri Pinault, un brand outsider si sta rivelando un cavallo vincente nella strategia complessiva dell’Organizzazione.Stiamo parlando del marchio Alexander McQueen, uno dei nomi da sempre considerati più piccoli e di nicchia, se confrontati con colossi del calibro di Gucci, Bottega Veneta e Saint Laurent che costituiscono la gran parte del giro d’affari del Gruppo.Un marchio di nicchia, trainato verso il successo da una serie di importanti fattori, come la grande cifra stilistica e la capacità di intercettare le ultime tendenze di costume e lifestyle.Partito con ricavi interessanti, ma limitati, nel 2012, che si attestavano intorno ai 50 milioni, già nel 2014 l’azienda Alexander McQueen ha fatto riscontrare ricavi incredibilmente in crescita chiudendo l’anno a quota 250 milioni.



Il motivo dell’impennata delle vendite? Secondo tanti, il merito è da attribuire a Sarah Burton, la nuova direttrice creativa che ha saputo prendere in carico la grande eredità lasciata dal mitico Alexander McQueen, prematuramente scomparso nel 2010, lavorando sulle nuove collezioni con intelligenza e smartness. Il contributo di Sarah, infatti, è in perfetto equilibrio tra la valorizzazione dell’immagine estrosa e consolidata del brand, e la scelta di riposizionare il marchio, portandolo più vicino alla moda quotidiana, più indossabile e meno di nicchia, agganciando quindi un bacino di clienti decisamente più ampio. Tra gli opinion leaders e gli influencer del settore, inoltre, si mormora anche che la grande celebrità del brand ed il record di incassi, sia stato motivato dalla scelta della bella Kate Middleton di indossare, per le nozze con il principe William d’Inghilterra, proprio un abito firmato McQueen. Qualunque siano le leve mosse dal brand, il risultato economico è indiscutibile: un trend molto positivo, che traccia un futuro prossimo all’insegna dell’ottimismo. È così che, all’interno di un comunicato ufficiale, il board del Gruppo Kering ha annunciato che le aspettative di crescita del brand inglese sono altissime e puntano, secondo le stime, a raddoppiare le vendite nell’arco di 4 esercizi, arrivando a toccare i 500 milioni di euro di fatturato. La strategia alla base delle prospettive di crescita del brand sono principalmente tre. In prima battuta l’azienda muoverà la leva del retail, incrementando la propria presenza sul territorio e rendendola più capillare. Non solo Alexander McQueen ha deciso di incrementare il numero di punti vendita direttamente controllati, raddoppiandoli e passando da circa 50 negozi, a 90, ma anche di spingere l’acceleratore sul canale online, la vera rivoluzione del nuovo Millennio. Dall’altra parte, inoltre, il brand dallo stile unconventional e contemporaneo che sfida il mondo del prêt-à-porter con capi estrosi e fuori dagli schemi, concentrerà maggiormente gli sforzi creativi e produttivi nel segmento della pelletteria di alta gamma, sfruttando l’ottimo momento dell’intero comparto. Infine, nei piani di crescita dell’azienda, uno spazio importante è dedicato alla promozione della seconda linea McQ, venduta a prezzi accessibili e progettata per aumentare il volume d’affari della società, senza intaccare la premiumness del brand.